“I Fratelli Musulmani non sono un’organizzazione democratica”
Bernard Henry Lévy sulle elezioni in Egitto
Il filosofo francese è drastico: nella scelta tra “la peste post-Mubarak e il colera islamista”, il popolo egiziano era e rimane diviso. Il 50%, scrive Lévy sul Corriere della Sera, ha votato contro i Fratelli Musulmani, una formazione i cui membri si sono distinti per descrivere Hitler come un “rappresentante di Allah” inviato per “punire” gli ebrei “corrotti”.
Tuttavia la Presidenza di Mohammed Mursi, secondo l’intellettuale francese, è pronta a trasformarsi “in una conchiglia vuota” per effetto della sua dipendenza dal Consiglio supremo delle forze armate anche per la definizione dell’attribuzione di poteri. Non c’è ancora la materializzazione dell’incubo islamista.
Per questo Bernard Henri Levy ammonisce: l’Egitto diviso deve affrontare il suo passato, le sue “lezioni di tenebra”, in modo che come tanti Paesi “eredi di civiltà immense” quali la Francia e gli Stati ex comunisti, la promessa della democrazia possa un giorno, quando terminerà il convulso processo rivoluzionario, realizzarsi.
27 giugno 2012
Approfondimenti su Gariwo
- Una donna e un cristiano copto per il nuovo Egitto [articolo]
- Mohammed Mursi lavora al nuovo governo
- Egitto, verrà sciolto il Parlamento [articolo]
- a causa dell'incostituzionalità della legge elettorale
- Egitto, possibile colpo di scena? [articolo]
- ancora incerto il ruolo dei militari
- Elezioni in Egitto [articolo]
- le prime del dopo Mubarak
Commenti
Fondamentalismo e terrorismo
ideologia e violenza contro i diritti umani
L'11 settembre 2001 aveva segnato una svolta profonda nei rapporti tra Occidente e Islam, basata su un aggravamento della diffidenza nella percezione reciproca.












