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Irena Zofia Romaszewska

e "Radio Solidarnosc"


Irena Zofia Romaszewska

Irena Zofia Romaszewska

Nasce a Varsavia, dove si laurea in fisica. Nel 1956 partecipa ad una conferenza nazionale sulle prospettive dei movimenti giovanili e si impegna nel movimento di rinnovamento dello scoutismo polacco . Nel 1967 insieme al marito Zbigniew organizza una raccolta di firme in difesa di Adam Michnik espulso dall’Università di Varsavia per le sue convinzioni. 


Dopo i fatti del marzo 1968 l’appartamento dei coniugi Romaszewski diviene un luogo di incontro degli esponenti dell’opposizione e dal 1969 al 1971 vi si svolgono regolarmente le riunioni di un circolo di autoeducazione politica. 
Nel 1976 Zofia inizia a collaborare con il Comitato di Difesa Operaia  (KOR), raccoglie denaro in favore delle vittime della repressione dopo le proteste di Ursus e Radom, si reca più volte a Radom portando aiuti materiali e in denaro e raccoglie informazioni per compilare uno schedario delle vittime delle repressioni. 
Il 18 settembre 1977 firma la dichiarazione programmatica del KOR e dirige insieme a Zbigniew l’Ufficio di Intervento del Comitato.
Collabora alla redazione del rapporto I documenti dell’illegalità, pubblicato dalla casa editrice clandestina NOWA, in cui vengono descritti i casi più gravi di violazione dei diritti civili da parte del regime. In seguito, a nome della Commissione Helsinki del KOR,  scrive il Rapporto su rispetto dei diritti umani e civili nella Repubblica Popolare Polacca, che sarà letto nell’autunno del 1980 alla Conferenza per la Sicurezza e la Collaborazione in Europa di Madrid. Insieme al marito cura la rubrica Legalità” per il Bollettino di Informazione del KOR. Per queste iniziative subiscono entrambi numerosi interrogatori e perquisizioni e vengono più volte fermati dai Servizi di Sicurezza.


A partire dal novembre 1980 la Romaszewska lavora presso la "Commissione di Intervento per la Legalità" di Solidarnosc della regione della Masovia, senza tuttavia iscriversi al sindacato: ritiene infatti di non poter essere membro di un sindacato che al tempo stesso è il suo datore di lavoro.
Quando viene introdotto lo Stato di Guerra il 13 dicembre 1981, per un caso fortuito riesce a sfuggire all’arresto insieme al marito, mentre la figlia Agnieszka, membro del Movimento Indipendente degli Studenti (NZS) dell’Università di Varsavia, viene rinchiusa in campo di internamento. I coniugi Romaszewski quindi, sono costretti a nascondersi e organizzano la prima radio clandestina di Solidarnosc. È la voce di Zofia ad andare in onda durante la prima trasmissione della radio che, nonostante le enormi difficoltà, raggiunge ogni quartiere di Varsavia: è il 12 aprile 1982, giorno di Pasqua.  Senza lasciarsi intimidire dalla vasta azione di polizia che cerca il trasmettitore e fa di tutto per disturbare il segnale radio, la Romaszewska continua a guidare la redazione dell’emittente e a mandare in onda nuove trasmissioni,  fino al 5 luglio 1982, quando viene scoperta e arrestata insieme al marito. Ricorda così il momento della cattura: "Entrambi gli agenti che erano venuti a prenderci corsero dietro a Zbigniew che cercava di fuggire. Io rimasi in casa da sola. Non avevo più la forza di scappare. Non volevo. Non mi importava più. Ero molto stanca del nostro continuo nasconderci, e di quella continua attesa di finire dentro”  .


continua  Il 17 febbraio 1983, durante il processo contro Radio Solidarnosc, viene condannata a 3 anni di carcere e rinchiusa nella prigione di Varsavia dove comincia immediatamente  uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni delle carceri. 
Nel maggio del 1983 invia una lettera aperta al Parlamento in cui descrive la situazione della prigione di Varsavia e i maltrattamenti inflitti dalle guardie. Esce dal carcere nel luglio del 1983 grazie all’amnistia.
Nel 1985 si reca per sei mesi negli Stati Uniti con una borsa di studio attribuita anche al marito, che però non può partire perchè gli viene negato il passaporto. Durante questo soggiorno crea il "Fondo Polacco per il Rispetto della Legalità”, una raccolta di denaro che costituirà la base materiale per la ricostituzione, fuori dalla clandestinità, della "Commissione di Intervento per la  Legalità” di Solidarnosc, voluta da Lech Walesa nel 1986 in difesa delle persone perseguitate a causa del loro impegno nel sindacato. La Commissione sarà diretta da Zbigniew Roamszewski dal 1986 al 1989 con l’attiva collaborazione della moglie. 
Nel 1987 insieme al marito riceve il Premio per i Diritti Umani della Fondazione "Aurora” dell’Università di Stanford in California.
Nel 1988 è fra gli organizzatori della prima Conferenza Internazionale per i Diritti Umani che si svolge a Cracovia su iniziativa della "Commissione di Intervento per la Legalità” di Solidarnosc e del movimento "Libertà e Pace” .


Dal 1989, alla caduta del regime e fino al 1994, ricopre la carica di direttore dell’Ufficio di Intervento della Cancelleria del Senato, mentre dal 1991 al 1993 è giudice presso il Tribunale di Stato .
Nel 1990 insieme al marito e al movimento lituano Sajudis  organizza per la Fondazione per i Diritti Umani la seconda Conferenza Internazionale sui Dirittti Umani a Leningrado. Nel 1998 è tra gli organizzatori della terza Conferenza Internazionale sui Diritti Umani a Varsavia.
Dal 1995 è membro dell’Associazione Polonia-Cecenia e nel 2000 è fra gli organizzatori della mostra Il manifesto e la storia a Cuba, una mostra contro il totalitarismo che provoca una violenta reazione del regime cubano. Dal 2002 è in pensione.


Nel 2006 è insignita della Croce dell’Ordine della Rinascita Polacca (Polonia Restituta) dal presidente Kaczynski e nel 2007 viene nominata cancelliere del Capitolo dell’Ordine , carica cui rinuncia il 28 settembre 2010 per protesta contro il conferimento da parte del presidente Komorowski dell’onorificenza ad alcune persone che a suo giudizio non ne erano degne.


NOTE


(1)  Lo scoutismo polacco (Zwiazek Harcerstwa Polskiego – ZHP) di ispirazione cattolica nasce nel 1918. Durante la Seconda Guerra Mondiale gli scout sono attivi nelle strutture clandestine della resistenza polacca e si impegnano soprattutto come staffette, si calcola che circa 5.000 ragazzi e ragazze, ed anche bambini, siano stati coinvolti in azioni clandestine, molti dei quali persero la vita nell’Insurrezione di Varsavia. Dopo il 1945 lo ZHP di stampo cristiano è stato messo fuori legge e al suo posto è stata creata l’Associazione della Gioventù Polacca (ZMP). Lo ZHP viene ripristinato nel 1956, ma con un carattere totalmente diverso e molto lontano dallo spirito degli inizi di cui si conservano solo alcuni segni esteriori. Il pieno ritorno al carattere originale dello scoutismo si avrà nel 1990.


(2) AA.VV. Opozycja w PRL – Slownik Biograficzny, 1956-1989 (L’opposizione nella Repubblica Popolare Polacca – Dizionario biografico, 1956-1989), t. 2, p. 274


(3) Movimento pacifista di opposizione al regime comunista, attivo in Polonia dal 1985 al 1992.


 (4)  Il Tribunale di Stato, secondo l’ordinamento polacco, è l’organo giudicante la responsabilità delle più alte cariche e dei funzionari statali relativamente a presunte violazioni della Costituzione e delle leggi.


(5) Il movimento Sajudis nato il 3 giugno 1988 e guidato da Vytautas Landsbergis, noto anche come Movimento per le Riforme in Lituania, è  il movimento politico che ha guidato la lotta per l’indipendenza della Lituania tra gli anni ’80 e ’90. 


(6) Organo collegiale che deve vigilare sull’onore e il prestigio dell’Ordine della Rinascita Polacca, o Polonia Restituta, una delle più alte onorificenze polacche.

Commenti

I dissidenti del totalitarismo

nei regimi comunisti dell'Europa centrale

Il cosiddetto “dissenso” nei regimi comunisti dell’Est europeo non è riducibile alla semplice connotazione di “opposizione” suggerita dalla definizione, ma deve essere considerato innanzitutto come il tentativo di costruire una “polis parallela” basata sulla responsabilità di ogni cittadino e volta a occupare gli spazi di libertà culturale, sociale e umana strappati al regime totalitario all’interno del tessuto sociale. Gli esponenti di Charta ’77 e di Solidarnosc, come Vaclav Havel, Radim Palous, Jacek Kuron, Adam Michnik, hanno sempre sottolineato che il “il potere dei senza potere” consiste nel vincere la paura attraverso la forza creata da un’assunzione collettiva di responsabilità, testimoniata dall’esortazione a “vivere la verità” in una società basata sulla menzogna. Molto spesso la loro azione di “dissenso” consisteva nel reclamare l’applicazione delle leggi, come quella sulla libertà di coscienza, e degli accordi internazionali sottoscritti dai loro Paesi, come gli Accordi di Helsinki. Da qui è nato un ampio movimento in grado di influire sui comportamenti e sulla mentalità dell’opinione pubblica, al punto che - a parte la Romania – il sistema totalitario è stato rovesciato in modo pacifico, senza spargimento di sangue, con una nuova classe dirigente riconosciuta dalla maggioranza della popolazione, pronta ad assumersi la responsabilità della cosa pubblica.

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