Etiopia, bavaglio al dissenso
in carcere i giornalisti
In Etiopia le Ong che si occupano di diritti umani hanno condannato il fermo di 24 persone, tra loro un noto giornalista, con l'accusa di cospirare con i ribelli per rovesciare il governo.
E' la terza volta in cui un giornalista viene accusato di terrorismo nel giro di sei mesi: l'Etiopia si sta avvicinando all'Eritrea, che ha il maggior numero di giornalisti in carcere, secondo il Committee to Protect Journalists (CPJ).
Per il Guardian, il giornalista e blogger Eskinder Nega è stato accusato, tra le altre cose, di atti terroristici e di "incoraggiare il terrorismo" per una serie di articoli pubblicati online. Nega ha ricevuto recentemente il prestigioso premio Pen America press freedom award, è stato arrestato l'anno scorso. La sentenza è attesa per il 13 luglio prossimo.
Per Claire Beston, ricercatrice di Amnesty International, "Questo è un giorno nero per la giustizia in Etiopia, dove la libertà di espressione è continuamente distrutta da un governo che prende di mira qualsiasi voce di dissenso".
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29 giugno 2012
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Libertà di espressione
contro il pensiero unico
Nell'Italia fascista, nella Germania nazista e nella Russia sovietica, nella Cina maoista e nei regimi dittatoriali dell'America Latina, così come nelle moderne teocrazie e nuove autocrazie, i libri scomodi venivano messi all'indice, fino ai roghi nelle piazze, e gli storici, scienziati, accademici, artisti non allineati costretti all'esilio o rinchiusi in carcere.
Il totalitarismo entrava nelle case e imponeva il proprio controllo all'interno della famiglia, dove dominava la paura di essere traditi persino dalle persone più care. Si innescava così un meccanismo di autocensura: per sopravvivere si preferiva rinunciare non solo a esprimere le proprie idee, ma anche a ... pensarle. Non restava che omologarsi alla dottrina espressa dal leader al potere.
Chi cerca di resistere, di mantenere la propria individualità e libertà interiore, perde tutto, ma la sua autonomia, sommata alla resistenza di tanti altri nelle stesse condizioni, mina alle fondamenta un regime dittatoriale, fino al suo crollo finale.












