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La Corte Penale Internazionale compie 10 anni

un impegno per le vittime dei genocidi


Il 1 luglio 2002 veniva approvato a Roma lo Statuto del Tribunale dell'Aja chiamato a punire i responsabili di genocidi, crimini di guerra e contro l'umanità. La campagna di sensibilizzazione per istituire un organo permanente di giustizia internazionale era partita nel 1994, l'anno del genocidio del Rwanda

A oggi sono raddoppiati gli Stati firmatari del trattato istitutivo, raggiungendo quota 121. Due settimane fa Fatou Bensouda, originaria del Gambia, ha preso il posto del primo procuratore dellAja Luis Moreno Ocampo.


Rafforzare l'imparzialità 


Obiettivo del nuovo Procuratore è rafforzare la strategia investigativa e il sostegno dell'opinione pubblica nei confronti del più avanzato strumento del diritto a disposizione delle vittime di gravissime violazioni dei diritti umani. Dovrà pertanto dimostrarsi obiettiva e imparziale


Finora la Corte ha emesso un verdetto, il 14 marzo 2012. Si tratta della condanna di Thomas Lubanga, capo di una formazione armata della Repubblica del Congo che recluta bambini soldato. Altri casi su cui la Corte sta indagando sono relativi a possibili crimini commessi in Costa d'Avorio, Kenya, Libia, Repubblica Centrafricana. Uganda e nella regione sudanese del Darfur. Il Tribunale sta anche esaminando denunce di crimini provenienti da Afghanistan, Colombia, Georgia, Honduras, Gaza e Nigeria per decidere se aprire indagini.


Acquisire consensi


Fatou Bensouda dovrà combattere contro numerosi detrattori soprattutto all'interno dell'Unione Africana, che ha ridotto i fondi destinati alla Corte con il pretesto che questa colpirebbe solo l'Africa. Fortunatamente alcuni capi di Stato del continente africano quale quello del Malawi hanno rifiutato di ospitare incontri dell'Unione perché non faceva abbastanza per consegnare all'Aja il dittatore sudanese Omar al-Bashir


L'Italia sta completando un lento e difficile adeguamento della normativa interna al trattato istitutivo della Corte. 

2 luglio 2012

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Tribunali penali internazionali

uno strumento per processare i crimini contro l'Umanità

Già agli inizi del ventesimo secolo le potenze vincitrici della prima guerra mondiale avevano incaricato una “Commissione Alleata” di studiare l’istituzione di una “Corte Internazionale di giustizia penale” per punire i crimini contro le “leggi di umanità”, ma il progetto era fallito, schiacciato dalle superiori esigenze diplomatiche.
La prima esperienza significativa di Tribunale sovranazionale, pur se militare e non civile, è quella della Corte di Norimberga per i crimini commessi dai nazisti, costituita dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Un analogo tribunale fu istituito per le stesse finalità a Tokyo.

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