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Libia, liberati gli inviati dell'Aja

erano detenuti per traffico di documenti


Quattro funzionari della Corte Penale Internazionale sono stati liberati in Libia dove erano stati arrestati il 7 giugno una visita a Seif al-Gheddafi, figlio del deposto dittatore. 

Si tratta di Melinda Taylor, un'avvocatessa australiana facente parte della difesa del gerarca, dell'interprete Helen Assaf, del russo Alexander Khodakov e dello spagnolo Peralta Losilla


Le autorità libiche che tengono in prigione il figlio dell'ex dittatore dal novembre scorso avevano ritenuto che le trattative degli inviati dell'Aja per ottenere da lui documenti riservati costituissero un "attentato alla sicurezza nazionale". 


Le dichiarazioni di Tripoli


Le autorità libiche hanno ribadito che nonostante il rilascio i quattro sono ancora soggetti ad azioni giudiziarie nel Paese nordafricano, e hanno promesso di tenere informata la Corte


Si dichiarano pronte a collaborare con il Tribunale internazionale, a cui chiedono in cambio di tenerle aggiornate sulle sue inchieste riguardanti la Libia. 

4 luglio 2012

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Tribunali penali internazionali

uno strumento per processare i crimini contro l'Umanità

Già agli inizi del ventesimo secolo le potenze vincitrici della prima guerra mondiale avevano incaricato una “Commissione Alleata” di studiare l’istituzione di una “Corte Internazionale di giustizia penale” per punire i crimini contro le “leggi di umanità”, ma il progetto era fallito, schiacciato dalle superiori esigenze diplomatiche.
La prima esperienza significativa di Tribunale sovranazionale, pur se militare e non civile, è quella della Corte di Norimberga per i crimini commessi dai nazisti, costituita dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Un analogo tribunale fu istituito per le stesse finalità a Tokyo.

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