English version | Cerca nel sito:

Il libro dei brevi amori eterni


Andrej Makine
Einaudi, Torino, 2012

Ci sono, nella vita di ognuno di noi, degli amori fugaci che ci restano impressi nella memoria in modo indelebile, a scapito di altri, magari più duraturi e coinvolgenti, che invece lasciano meno tracce.
Questo il titolo del libro, in cui in ciascuno degli otto capitoli l’autore ricorda e colloca uno di questi brevi amori eterni. E questo tema, su cui focalizzarsi nel corso della lettura, sarebbe già per se stesso sufficiente a dare un senso ed un valore profondo a tutti gli episodi che compongono il racconto: l’amore non dichiarato, l‘amore carnale, l’amore negato, l’amore non corrisposto, l’amore perduto…
Ognuno di questi amori si colloca in una fase della vita dell’autore: dalla sua infanzia in orfanotrofio nella Russia staliniana, all’adolescenza in epoca brezhneviana, alla giovinezza prima e durante il crollo dell’Urss, fino all’età adulta all’estero; e anche il tema storico del socialismo sovietico, dell’utopia comunista, delle illusioni e disillusioni politiche nel corso della vita dell’autore fornisce un ulteriore piano di lettura del libro.
Questo è quanto presentato in seconda e quarta di copertina, e ci si potrebbe pertanto aspettare una narrazione di vari amori, forse struggenti, forse aridi, forse stucchevoli, nel corso di una vita grama trascorsa sotto la cappa del regime sovietico.
Niente di tutto ciò.  Makine riesce a raccontare ogni episodio della sua vita passata calandosi nello spirito dell’epoca, e soprattutto recuperando e tenendo viva la sua sensibilità, l’ironia e la freschezza in ogni fase della sua vita: la fiducia nell’avvento del comunismo, le prime disillusioni e i dubbi, le incongruenze, ma anche i lati positivi del sistema e la rigidità dell’intelligentja dissidente.  L’autore infatti conserva sempre il proprio spirito critico: ciò che gli permette di non farsi annullare la propria individualità dalla propaganda conformista e conformante del regime, ma nemmeno di annullarla conformandosi alla propaganda dissidente. 
Un aspetto originale e decisamente interessante di quest’opera infatti è l’evidenziare l’analogia tra la propaganda e l’omogeneità sia del regime, che della dissidenza dell’intelligentja, entrambi dispotici e violenti, e dell’altrettanto analoga omologazione imposta sia dal totalitarismo sovietico, sia dall’economia di mercato capitalista.
Il tema di fondo dell’opera, pertanto, è estremamente attuale e svincolato dall’epoca storica contingente: in una società (qualunque essa sia, in qualunque epoca) dominata e regolata dall’indottrinamento di massa, dall’unione al branco a scapito dell’intelligenza, l’amore, che è sovversivo per definizione, emerge come forza salvifica che trascende la realtà e le sue contraddizioni, contrasta le difficoltà e permette la sopravvivenza della nostra individualità.

Tea Camporesi

Commenti

Libri - Gulag e totalitarismo

racconti e testimonianze

segnalate da Gariwo

Scopri nella sezione