Il fondamentalismo islamico sconvolge il Mali
omicidi e amputazioni all'ordine del giorno
Al Qaeda, che oggi ha ucciso in Egitto e Libia, si fa sentire anche più a sud. Da mesi il nord del Mali è in mano agli estremisti islamici legati al terrorismo. Il New York Times rivela che la situazione è insostenibile.
Nella città di Gao, sulla centrale Piazza dell'Indipendenza, i fondamentalisti hanno proceduto ad amputare gambe e braccia di alcuni giovani accusati di furto. Un fabbro è stato costretto a fabbricare "forbici giganti" per questo scopo criminale. I ragazzi vengono legati a testa in giù a degli alberi e vengono loro tagliati gli arti.
Da mesi i jihadisti praticano ogni sorta di violenza sulla popolazione: non solo amputazioni, ma anche frustate e lapidazioni. Recentemente l'orrore si è intensificato perché ai confini della Mauritania l'esercito ha ucciso sedici imam pacifici in pellegrinaggio verso Bamako.
I militari maliani sarebbero "indisciplinati e ormai incapaci di riconquistare il nord" secondo il quotidiano americano. Inoltre avrebbero paura di perdere la loro preminenza nel Paese, se qualcuno agisse più risolutamente magari con una forza internazionale.
I carnefici dopo avere mutilato le persone esclamano: "Non l'abbiamo deciso noi, l'ha ordinato Dio!".
Il deputato Abdou Sidibé ha dichiarato: "Queste azioni sono indegne della nostra civiltà. Abbiamo invano chiesto un intervento esterno, ma il mondo sta a guardare".
12 settembre 2012
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