Il Vietnam reprime i blogger
e i siti "antigovernativi"
Il Guardian riporta che il Primo Ministro vietnamita Nguyen Tan Dung ha dichiarato guerra ai contenuti Web contrari al governo. Il Partito Comunista al potere a Saigon teme di perdere il potere in seguito a "un'onesta discussione sui suoi fallimenti".
Tre blog sono stati accusati di "pubblicare articoli distorti e falsi" contro i leader comunisti del Paese asiatico. Secondo il governo sarebbero pilotati da "forze ostili". Due di questi siti hanno già promesso di opporsi con tutte le loro forze alle decisioni dell'esecutivo.
Questi blog parlano soprattutto di corruzione e violazioni dei diritti umani. In particolare Danlambao, o "sito giornalistico del popolo", ha dichiarato che continuerà a pubblicare i suoi pezzi. "Siamo pronti a subire la repressione e ad andare in carcere piuttosto che fare la vita del cane muto che non abbaia più, in ossequio a coloro che abusano del potere", scrivono gli autori di queste pagine.
La redazione del blog Quanlambao, che significa "giornalismo ufficiale", scrive che la mossa del governo mira a legalizzare l'arresto dei cyber-dissidenti. Secondo Reporter senza frontiere almeno cinque giornalisti e 19 blogger sono incarcerati per motivi d'opinione in questo momento in Vietnam.
13 settembre 2012
Approfondimenti su Gariwo
- Stati asiatici "reprimono il dissenso" []
- rapporto di Amnesty International
- Vietnam, 20 manifestanti arrestati []
- protestavano contro sfratti
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