Studentessa francese rischia 32 anni in Turchia
è la prima europea colpita dalla repressione
Sevil Sevimili ha 20 anni. E' di Lione, ma i genitori sono turchi. Contrariamente al parere del padre, un esiliato che la preferiva in Inghilterra, ha voluto recarsi un anno nel Paese d'origine della famiglia per un viaggio di studio.
In Turchia ha frequentato i corsi Erasmus, ma ha anche svolto attività politica: ha manifestato il 1° maggio, ha sostenuto due studenti arrestati per aver sostenuto il diritto allo studio a una riunione del partito al potere AKP e ha assistito alla proiezione di un documentario su un attivista incarcerato nel 1994.
Secondo le autorità, che hanno perquisito la sua casa il 10 maggio, tra le sue letture rientrano alcuni libri proibiti in Turchia, tra cui il Manifesto del Partito Comunista, che Marx ed Engels pubblicarono nel 1848. Per questo Sevil ha già trascorso 3 mesi di carcere.
Improvvisamente liberata ad agosto, ora deve andare sotto processo. Rischia 32 anni di prigione perché la sua partecipazione a cortei, proiezioni e perfino i libri che legge le sono valsi un'accusa di "terrorismo".
Ankara ha in corso una durissima campagna di repressione contro il dissenso. Sono già finite in carcere 700 persone tra attivisti, giornalisti, avvocati e intellettuali. A volte gli arresti colpiscono persone ree di affrontare senza pregiudizi il tema del genocidio armeno come Ragip Zarakolu, recentemente liberato. In questo caso le autorità si accaniscono contro una studentessa di idee socialiste. E' il primo caso di una studentessa europea toccata da queste accuse.
26 settembre 2012
Approfondimenti su Gariwo
- Buone notizie da Ragip! [articolo]
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- In carcere Ragip Zarakoglu e suo figlio [articolo]
- Gariwo chiede alla Turchia la liberazione immediata
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