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Sara Corning: una vita dedicata ai bambini

Oltre 5mila orfani salvati dal massacro


Una vita votata all'educazione dei bambini. Dal Canada alla Turchia, passando per la Grecia. È la storia di Sara Corning, nata nel nord ovest del Canada, a Cheggogin City, nel 1872. Una vicenda che, all'apparenza, potrebbe sembrare del tutto normale. Ma che nasconde al suo interno qualcosa di straordinario.


Durante la Prima Guerra Mondiale, infatti, Sara decide di prestare servizio presso la Croce Rossa Americana e viene mandata in missione nell'Impero Ottomano, dove si dedica soprattutto all’assistenza dei rifugiati armeni e degli orfani salvati dai massacri turchi.


Nel 1922 Sara si arruola nell'ente di soccorso Near East Relief e si reca a Smirne, dove vivono numerosi rifugiati, gran parte dei quali orfani. La città viene però invasa e bruciata dai Kemalisti, che uccidono tra i 100 e i 150mila abitanti cristiani. Un gran numero di persone trova rifugio nei consolati americani ed europei e le organizzazioni umanitarie, quali la Croce Rossa, organizzano il loro allontanamento via mare.


Sara Corning, con grande impegno e dedizione, riesce a salvare più di 5mila bambini tra armeni e greci, facendoli arrivare in Grecia tramite navi da guerra americane.
Trasferitasi nella penisola ellenica, Sara fonda un orfanotrofio per far crescere ed educare i bambini salvati. Insignita nel 1923 da Re Giorgio II di Grecia con la "Croce d’argento del salvatore” per l'eroica impresa, si trasferisce in Turchia dove lavora fino alla pensione come insegnante. Ritorna, infine, al suo paese nativo, in Canada, dove muore all’età di 97 anni.


La sua azione umanitaria è raccontata all’interno del museo di Yarmouth (Canada) e negli archivi della famiglia Corning. 

9 ottobre 2012

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Metz Yeghern

il genocidio degli armeni

Nel quadro del primo conflitto mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Con esso il governo "dei Giovani Turchi", che ha preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal VII secolo a.C.
Nella memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, all’incirca 1.500.000 persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 sono stati preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo "dei Giovani Turchi".

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