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Boualem Sansal e David Grossman insieme a Strasburgo

per la pace in Medioriente


Il logo del forum mondiale per la democrazia

Il logo del forum mondiale per la democrazia

L'arabo autore di Rue Darwin e l'israeliano che ha scritto A un cerbiatto somiglia il mio amore si sono trovati sabato scorso al Forum mondiale per la democrazia organizzato dal Consiglio d'Europa. 

Artisti che non si fanno cambiare dal mondo


Grossman ha iniziato il suo discorso dichiarando: "Certo che siamo naïf. Siamo naïf consapevoli, per scelta. Non so se riuscirò a cambiare il mondo, ma di sicuro il mondo non riuscirà a cambiare me: alla guerra non mi rassegno". 


Spiega Sansal, che nel marzo scorso si è recato in Israele suscitando le ire degli ambasciatori arabi, che gli hanno revocato il premio letterario vinto come autore del "miglior romanzo arabo": "Io e David possiamo fare qualcosa per cambiare la mentalità delle persone. L'antisemitismo e la negazione della Shoah sono diffusi come cinquant'anni fa se non di più, e qualcuno deve denunciarlo". L'algerino oggi riceve minacce di morte per il suo impegno a favore della pace israelo-palestinese. 


Grossman in questa guerra ha perso un figlio. Sansal è trattato in patria da traditore. 


L'ONU degli scrittori


Di fronte allo stallo in cui versano i negoziati di pace tra Netanyahu e Abbas, nella città simbolo della riconciliazione tra Francia e Germania propongono una "Unione mondiale degli scrittori per la pace", una sorta di ONU degli scrittori. 


Ogni anno tale organismo nominerà un segretario e formerà gruppi di lavoro sulle diverse aree di crisi del pianeta, dalla Siria al Mali passando naturalmente per la crisi in Cisgiordania, a Gaza e nelle città israeliane bombardate con i razzi kassam. In Italia ha aderito all'appello tra gli altri Claudio Magris. 

12 ottobre 2012

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Prevenzione delle persecuzioni

la memoria, i Giusti, l'impegno internazionale

La prevenzione dei genocidi e più in generale dei crimini contro l'Umanità è all'ordine del giorno della politica internazionale dopo le tragedie del Novecento in Europa e l'apertura di altri fronti di persecuzione e di sterminio nel mondo. La sensibilità degli Stati è cresciuta con l'entrata nel nuovo millennio, ma rimane ancora molto limitata e troppo spesso impotente.
Daniel J. Goldhagen, autore del famoso saggio I volenterosi carnefici di Hilter, nel successivo Peggio della guerra: lo stermini di massa nella storia dell'Umanità, conia un nuovo termine - eliminazionismo - per indicare tutte le forme di sterminio di massa, sottolineandone il carattere politico, di scelta lucidamente operata dai carnefici per ricavarne un vantaggio di potere.

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