Metodi da KGB
arrestato leader dell'opposizione russa
Sergej Udaltsov si è visto prima accusare dalla tv di Stato di avere intascato finanziamenti illeciti per "fomentare disordini". Quindi ha subito la perquisizione dell'appartamento da parte di una forza di sicurezza agli ordini diretti di Putin. E' stato arrestato, poi rilasciato e ora attende un processo che potrebbe concludersi con una condanna a 10 anni di carcere.
Il dissidente fa parte del Fronte di sinistra, un'organizzazione che potremmo definire di "sinistra radicale". Tuttavia gli attivisti liberali come Boris Nemtsov, leader democratico dagli anni '90, si sono tutti schierati con Udaltsov "perché Putin intende intensificare gli sforzi per sopprimere tutte le voci dissidenti".
Da dicembre scorso nelle piazze manifestano insieme nazionalisti, comunisti, socialisti e sostenitori del libero mercato. Spesso i vari gruppi uniti portano in piazza decine di migliaia di oppositori.
Udaltsov è stato arrestato più volte per aver partecipato a proteste e ha compiuto diversi scioperi della fame. E' considerato rappresentante di una corrente minoritaria, ma è rispettato perché è molto diligente nel portare avanti le lotte. Su Twitter molti messaggi ridicolizzano l'idea che la tv di stato russa possa essere considerata una fonte di prove in un processo.
Rimane il fatto che il dissidente non può lasciare Mosca e rischia di "essere la prima vittima dell'armamentario punitivo di Putin", come ha dichiarato la leader del Gruppo Helsinki di Mosca, Lyudmila Alexeyeva. Nei mesi passati Putin ha ampliato le maglie delle leggi antidiffamazione, imposto duri controlli a chi lavora con l'estero e stabilito multe severissime per chi scende in piazza senza autorizzazione.
18 ottobre 2012
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