Russia, dissidente rapito da Kiev
era in Ucraina per chiedere asilo politico
Come nella Guerra Fredda, Mosca ha mandato alcuni agenti a prelevare dalla capitale ucraina Leonid Razvozzhayev, collaboratore dell'oppositore Sergej Udaltsov sotto torchio per un video che lo accusa di avere intascato fondi illeciti per "fomentare disordini".
L'uomo, membro del Fronte di sinistra, si trovava a Kiev per informarsi circa la possibilità di ottenere asilo politico alla locale agenzia ONU per i rifugiati dopo essere finito nella lista nera degli "organizzatori di disordini pubblici" a Mosca. Secondo una sua denuncia resa all'uscita di un'aula di tribunale a Mosca sarebbe stato rapito dagli agenti dei "servizi di sicurezza" russi (forse membri dell'FSB, ex KGB), portato oltre confine e torturato.
Le circostanze della sua detenzione tuttavia rimangono oscure perché Razvozzhayev ha ritrattato la denuncia delle torture subite. Ha invece firmato una confessione secondo cui avrebbe partecipato a un complotto golpista finanziato dall'estero.
Secondo la polizia russa l'uomo si sarebbe consegnato spontaneamente. Gli Stati Uniti hanno espresso "preoccupazione" al governo russo e domandato "un esame accurato dei fatti". L'attivista è detenuto nel carcere di Lefortovo.
Il Ministro degli Interni ucraino Volodymir Polischuk ha dichiarato: "Non si tratta di un caso penale, ma di una questione di interazione tra i servizi di sicurezza, della quale non sappiamo nulla". Ha invitato i giornalisti della BBC a rivolgersi al suo collega degli Esteri, il quale ha declinato ogni commento.
25 ottobre 2012
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