Razzismo in aumento negli USA
lo rileva Associated Press
Una delle agenzie di stampa più grandi e autorevoli del mondo, Associated Press, ha commissionato un sondaggio da cui risulta che il 51% degli americani sostiene opinioni chiaramente razziste verso i neri e il 56% soffre di "razzismo inconscio" nei loro confronti.
Il sondaggio è stato svolto interamente online in modo tale che gli interpellati si sentissero assolutamente liberi anche di esprimere sentimenti impopolari. Il razzismo esplicito è stato misurato chiedendo alle persone di sottoscrivere, o negare, che i neri, i bianchi o gli ispanici siano, tra le altre cose, "violenti", "grandi lavoratori", "amichevoli" o "pigri". Il razzismo implicito è stato valutato sottoponendo agli utenti fotografie di esponenti dei tre grandi gruppi a confronto con un'immagine "neutrale" di un cinese. I razzisti sono coloro che, provando ostilità per questa figura di raffronto, hanno poi riversato i loro sentimenti sulle immagini dei neri, bianchi o ispanici.
La percentuale sarebbe in aumento di tre punti percentuali rispetto alle rilevazioni del 2008. Tra i sostenitori dei Repubblicani i razzisti sarebbero addirittura il 79%, mentre tra i potenziali elettori democratici la cifra scenderebbe al 32%.
Il Presidente Obama è stato tiepido sulle questioni razziali secondo il Direttore dell'Istituto per lo studio della storia degli afroamericani della Columbia University Frederick Harris. Tuttavia afferma Jelani Cobb del corrispondente istituto dell'università del Connecticut, storicamente, al di là del ruolo che può avere un singolo leader carismatico, i passi avanti nella lotta al razzismo non sono mai netti: è più comune nella storia sociale dei Paesi trovare progressi misti a regressioni.
Quanto alle cause dell'incremento del razzismo, a incidere sui sentimenti della popolazione, e forse sul voto degli americani, sarebbe l'incertezza data dalla crisi economica. In circostanze di instabilità sembra siano aumentati i trattamenti discriminatori soprattutto nei confronti dei neri nella società americana.
30 ottobre 2012
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